Quanto avvenuto ieri nel quartiere di Pietralata ha sconvolto non solo le persone vicine alle vittime, ma l’intera città, colpita da un gesto tragico e doloroso. Alle 13 di lunedì 31 agosto i corpi di Valentina Pambianco, Luca Abbasciano e della piccola Bianca sono stati trovati senza vita nella camera da letto della loro abitazione. La donna e la bambina erano composte sul materasso, l’uomo a terra. Sul pavimento è stato trovato anche il corpo di Theo, il cane di famiglia, probabilmente il primo a morire.
Sarà ora compito delle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Montesacro chiarire la dinamica esatta dei fatti e stabilire chi abbia sparato, se Abbasciano o Pambianco. Dalla posizione in cui sono stati trovati i corpi, gli investigatori ritengono probabile che a sparare sia stato l’uomo, e che sia stato lui l’ultimo a morire.
Sui social è comparso il ricordo commosso di un’amica della famiglia: “Ci siamo conosciuti facendo lo stesso percorso con le nostre figlie, abbiamo trascorso giorni oltreoceano, poi la nostra amicizia è continuata in Italia”, ha scritto, raccontando di sentirsi spesso con messaggi, videochiamate e telefonate, e di essere stata accolta alla stazione dalla coppia ogni volta che si recava a Roma.
L’amica ha raccontato di aver sentito Valentina e Luca lo scorso venerdì, mentre la famiglia si trovava in viaggio con una sosta prevista a Madrid, prima del rientro. A un messaggio inviato successivamente non aveva ricevuto risposta: “Non era da voi non rispondere in tempi brevi”, ha scritto, raccontando lo sgomento nell’apprendere la notizia dai social. Il messaggio si chiude con un pensiero rivolto alla famiglia: “Nessuno deve sentirsi solo quando c’è una disabilità in famiglia”.










