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GdiF Roma, porto di Civitavecchia: sequestrate due tartarughe protette nascoste in un furgone in arrivo dalla Tunisia

10/07/26 - 09:31

Un doppiofondo ricavato nel vano posteriore di un furgone non è bastato a ingannare i controlli della Guardia di Finanza al porto di Civitavecchia, dove le Fiamme Gialle hanno scoperto un tentativo di traffico illecito di specie animali protette.

La scoperta durante lo sbarco dalla Tunisia

Il controllo è scattato nel corso delle verifiche di routine sui passeggeri e sui veicoli in arrivo dalla Tunisia. I Finanzieri del Gruppo di Civitavecchia, con il supporto dei funzionari dell’Ufficio delle Dogane locale, hanno individuato due esemplari vivi di tartaruga della specie Testudo graeca, nascosti in un vano appositamente ricavato nella parte posteriore di un furgone — un accorgimento pensato proprio per superare i controlli di frontiera senza destare sospetti.

Denunciato il conducente del mezzo

Il conducente, cittadino tunisino, è stato deferito alla Procura della Repubblica di Civitavecchia. Dovrà rispondere della violazione della Legge 150 del 1992, la normativa italiana che recepisce la convenzione internazionale CITES e punisce penalmente l’importazione e il trasporto illegale di esemplari appartenenti a specie protette a rischio di estinzione, con sanzioni che possono comprendere sia l’ammenda che l’arresto.

Le tartarughe affidate a una struttura specializzata

Per assicurare le fonti di prova e sottrarre definitivamente gli animali al circuito del contrabbando, i militari hanno disposto il sequestro probatorio dei due esemplari. Le tartarughe sono state quindi trasferite in una struttura autorizzata per la tutela della fauna selvatica, dove il personale veterinario ha potuto prestare le prime cure necessarie e garantire loro un ambiente adeguato.

Un porto sotto sorveglianza rafforzata

L’operazione si inserisce nel quadro del potenziamento della vigilanza CITES messo in campo specificamente nello scalo portuale di Civitavecchia, punto di passaggio strategico per i collegamenti con il Nord Africa e, di conseguenza, area particolarmente esposta al rischio di traffici illeciti di fauna protetta.

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