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Femminicidio Ilaria Sula, Mark: “L’ho uccisa il 26 marzo”. L’ultimo saluto del padre alla figlia

04/04/25 - 18:23

Ilaria Sula è morta alle prime luci del 26 marzo uccisa con tre coltellate dal suo ex fidanzato Mark Antony Samson. La studentessa aveva trascorso la notte a casa sua visto che si era recata lì per restituirgli alcuni vestiti. Lo ha raccontato l’assassino durante l’interrogatorio di convalida del fermo tenutosi questa mattina.

Stando al racconto di mark, Ilaria si sarebbe fermata a dormire da lui visto che si era fatto tardi. La loro relazione era finita da poco e sempre secondo la testimonianza di Samson, non era mai stata serena. Al gip ha detto di aver agito da solo e quando gli è stato chiesto che ruolo hanno avuto i genitori si è avvalso della facoltà di non rispondere. Durante l’interrogatorio ha raccontato di avere caricato il corpo in macchina, dopo averlo chiuso in una valigia, per poi lanciarla in un burrone. Il 23enne ha anche spiegato che ha ripulito da solo tutte le tracce di sangue nell’appartamento che condivide con i genitori nel quartiere Africano.

Per i 23enne l’accusa è di omicidio e occultamento di cadavere. L’autopsia ha confermato che i colpi inferti con un coltello sono stati tre, uno dei quali, al collo, letale a causa di un’emorragia. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo aver ucciso Ilaria, Samson ha chiuso il corpo in una valigia e lo ha gettato in un dirupo nelle campagne dei Monti Prenestini. Ora le indagini della Procura di Roma vogliono chiarire cosa sia accaduto durante le ultime ore di vita della studentessa 22enne e soprattutto chiarire i dubbi che rimangono sui genitori di Samson visto che si trovavano in casa al momento dell’uccisione al termine di una lite.

Gli accertamenti della Scientifica all’interno dell’auto utilizzata da Samson non avrebbero portato al rinvenimento di tracce di sangue mentre sono ancora in corso gli esami ematologici sulle macchie prelevate all’interno dell’abitazione in via Homs.

Ciò che lascia abbastanza basiti è che, dopo aver ucciso Ilaria, Mark scriveva agli amici messaggi tipo “Non ti preoccupare, comunque ci sta pensando la polizia” per tranquillizzare chi chiedeva notizia della giovane vittima. Sembra sia stato sempre lui a postare una storia sul profilo Instagram di Ilaria: “Sto bene. Grazie a tutti”.

Per ora la posizione dei genitori dell’imputato è al vaglio degli inquirenti e non risultano iscritti nel registro degli indagati ma rischiamo di essere accusati di concorso in omicidio visto che gli inquirenti non sono convinti che Mark abbia fatto tutto da solo quindi ripulire tutte le tracce di sangue nell’appartamento, mettere il corpo della vittima in una valigia e poi prendere l’auto del padre per raggiungere il luogo dove l’ha abbandonata.

Anche il cellulare del 23enne è in mano agli investigatori che stanno esaminando le chat utilizzate dal ragazzo subito dopo l’omicidio e nei giorni seguenti. Sempre secondo gli inquirenti Samson avrebbe utilizzato anche il cellulare di Ilaria dopo averla uccisa inviando messaggi di rassicurazione sui suoi profili social per depistare i sospetti.

Analizzate anche le immagini di una telecamera che avrebbe inquadrato, nel pomeriggio del 26 marzo, l’auto di Mark Antony Samson a poca distanza dal dirupo dove ha poi abbandonato la valigia con il corpo di Ilaria.

“Il ritorno a casa di una figlia deve essere una certezza, non una speranza. Rip Ilaria”. Queste le parole, pubblicate su Instagram, dal padre di Ilaria.

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