Signorile ha ricordato quanto avvenuto la mattina del 9 maggio 1978, il giorno in cui venne ritrovato il corpo del presidente della Dc, quando si trovava nella stanza di Cossiga. “Si accende il cicalino e dal cicalino la voce – ha raccontato Signorile, come ha riportato l’agenzia di stampa Ansa – Due messaggi. Il primo: la macchina rossa eccetera dentro, poi il secondo dopo qualche minuto: la nota personalità, linguaggio burocratico del ministero degli Interni, per personalità si tratta eccetera, eccetera a quel punto mi dice mi devo dimettere e io dico, fai bene. Ci abbracciamo”.
Il giornalista ha fatto presente che quella telefonata arrivò di prima mattina, intorno alle 9.30, mentre quella delle Br arrivò solo alle 12,15. Dunque Cossiga, allora ministro dell’Interno, avrebbe saputo della morte di Moro ore prima del ritrovamento ufficiale.
Nella puntata di ieri sera, il programma di Sigfrido Ranucci ha pubblicato anche altre interviste e testimonianze di quei giorni, in cui si ipotizza anche un coinvolgimento nel caso dei servizi segreti inglesi.
Ancora molte le ombre su quello che alcuni definiscono un omicidio di Stato e su cui, in questi anni, in tanti hanno scritto, come il giornalista Paolo Cucchiarelli che, in due libri, ricostruisce i giorni della prigionia ma anche l’ultimo giorno di vita di Aldo Moro.
Non è un caso che i RIS dei Carabinieri abbiano preso come punti per ripartire diversi passi dei due saggi con allegati immagini e fotografie ufficiali.