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Riapre l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure: restaurato l’antico tempio romano

25/06/26 - 11:51

Restituita alla cittadinanza l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure, nel cuore di Roma, dove si conservano i resti monumentali di un importante tempio romano. Il sito torna oggi pienamente fruibile grazie a un intervento di recupero e valorizzazione realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell’ambito del programma Caput Mundi finanziato con le risorse del PNRR.

I lavori hanno interessato il consolidamento e il restauro delle strutture archeologiche, con particolare attenzione alle colonne superstiti in peperino, che presentavano diffusi fenomeni di degrado sia strutturale sia superficiale. Contestualmente è stato installato un nuovo impianto di sicurezza e un sistema di illuminazione artistica pensato per valorizzare il complesso anche nelle ore serali.

Gli interventi hanno consentito di mettere in sicurezza l’area, migliorandone al tempo stesso la leggibilità e l’accessibilità per il pubblico, rafforzando così il percorso di tutela e valorizzazione del patrimonio storico della Capitale.

«Grazie al programma Caput Mundi e alle risorse del PNRR restituiamo alla città un luogo di grande valore storico, aggiungendo un nuovo tassello al percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico di Roma. Un impegno concreto per rendere la nostra storia sempre più accessibile e fruibile da cittadini e visitatori», ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri.

Il primo cittadino ha inoltre ringraziato la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, gli archeologi, i restauratori e tutte le professionalità coinvolte nel recupero del sito.

Una scoperta che ha cambiato la storia urbana dell’area

L’area archeologica fu riportata alla luce nel 1938 durante i lavori di ampliamento di via delle Botteghe Oscure. Le importanti scoperte emerse nel corso degli scavi portarono all’interruzione dei progetti edilizi previsti, consentendo di preservare una testimonianza fondamentale della Roma antica.

Proprio il rapporto tra le vestigia archeologiche e le trasformazioni urbanistiche moderne rende questo sito una delle testimonianze più significative dell’evoluzione del Campo Marzio nel corso dei secoli.

Il complesso monumentale e il mistero della sua identificazione

I resti oggi visibili appartengono a un vasto complesso monumentale composto da un tempio circondato da un quadriportico. L’edificio sacro, risalente all’età repubblicana e restaurato in epoca domizianea dopo il devastante incendio dell’80 d.C., era caratterizzato da una monumentale architettura con colonne in peperino rivestite di stucco e capitelli corinzi.

Nelle cantine del moderno edificio di via Celsa 3-5 si conservano ancora il muro meridionale e quello orientale della cella, risalenti all’età flavia. Addossato a quest’ultimo è visibile una sezione del grande basamento in opera laterizia destinato ai simulacri di culto.

Gli studiosi ritengono che all’interno della cella fossero presenti due file di colonne parallele ai muri laterali. Questa ricostruzione si basa anche su un frammento della Forma Urbis severiana, la celebre pianta marmorea di Roma antica, che raffigura una sezione del complesso e conserva un’iscrizione interpretabile come “MINI[CIA]”.

L’identificazione del complesso continua tuttavia a essere oggetto di dibattito e rappresenta una delle questioni più discusse della topografia romana. Secondo una delle ipotesi più accreditate, il tempio sarebbe dedicato alle Ninfe e farebbe parte della Porticus Minucia Frumentaria, il grande complesso utilizzato in età imperiale per la distribuzione gratuita del grano alla popolazione.

Le fonti antiche ricordano però l’esistenza di due Porticus Minuciae. La più antica, la cosiddetta Vetus, fu edificata da Marco Minucio Rufo, console nel 110 a.C., con finalità celebrative e potrebbe aver incluso il tempio dei Lari Permarini, forse identificabile con il cosiddetto Tempio D dell’adiacente area sacra di Largo Argentina.

Con il completamento del restauro, l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure recupera pienamente il proprio valore storico e monumentale, offrendo a cittadini e visitatori una nuova opportunità per conoscere e approfondire uno dei luoghi più affascinanti e ancora enigmatici della Roma antica.

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