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Femminicidio Manuela Petrangeli, chiesto l’ergastolo per Molinaro: “Non fu un raptus, era lucido”

25/11/25 - 14:44

In una giornata dove vengono ricordate tutte le vittime di femminicidio, la procura di Roma ha chiesto l’ergastolo, con 18 mesi di isolamento, per Gianluca Molinaro, che ha ucciso l’ex moglie Manuela Petrangeli il 4 luglio del 2024. Secondo il pm, quello compiuto dall’uomo non è stato un gesto dettato da raptus, ma un femminicidio pianificato dopo mesi di minacce e persecuzioni.

Manuela Petrangeli venne uccisa quando era appena uscita da Villa Sandra, dove lavorava e stava parlando al telefono con il figlio minorenne con cui il giorno successivo sarebbe partita per le vacanze. Molinaro la aspettava fuori con il fucile in mano e la uccise con due colpi, il primo sparato a distanza ravvicinata e il secondo, quello mortale, dopo aver raggiunto la vittima che si era nascosta dietro un’auto. Poi l’arrivo alla caserma dei Carabinieri, ancora con il fucile in mano, per costituirsi.

Durante la requisitoria il pm ha ricordato Manuela come «una madre amorevole e una professionista stimata», senza non sottolineare che era da tre anni che l’assassino la minacciava con messaggi, telefonate e pedinamenti.

A Molinaro sono stati contestati anche la premeditazione, atti persecutori, detenzione illegale di armi e ricettazione. La richiesta della procura è arrivata proprio oggi dove si ricorda la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

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