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In tremila per l’ultimo saluto a Ilaria Sula uccisa il 26 marzo scorso dall’ex fidanzato

07/04/25 - 19:21

Più di tremila persone hanno preso parte al corteo che ha accompagnato Ilaria Sula nel suo ultimo viaggio. Oggi a Terni c’erano i familiari della giovane 22enne vittima di femminicidio, gli amici, i compagni di università arrivati da Roma e altre centinaia di persone. Tra loro anche il sindaco di Terni che ha voluto essere tra coloro che hanno portato la bara.

Alla Sapienza oggi sono state sospese le lezioni. Tanta commozione tra i più giovani arrivati al cimitero cittadino dove si è svolta una cerimonia laica.

Ilaria Sula aveva solo 22 anni ed è stata accoltellata dall’ex fidanzato, Mark Samson il 26 marzo scorso mentre il suo corpo è stato trovato solo il 2 aprile dopo che il ragazzo aveva confessato il femminicidio. Il corteo funebre è partito dall’abitazione della famiglia di Ilaria e la bara è stata accolta da un grande applauso. Fuori dal cimitero si è svolta anche una cerimonia con rito islamico visto che Ilaria Sula era di origine albanese.

“Grazie a tutti i presenti”, hanno detto i rappresentanti della comunità islamica locale, “Il dolore è tanto per la morte di questa ragazza, la consolazione più importante è la consapevolezza che questo mondo è di transito”. Ad attendere la bara due ali di folla con in mano palloncini bianchi e rossi, che poi sono stati lanciati verso il cielo.

Flamur Sula, papà di Ilaria ha chiesto giustizia sussurrando “Deve marcire in carcere”, riferendosi all’assassino. “Servono poche parole. Parlano tutte le persone che sono qui oggi”, ha detto il fratello Leon.

Prendendo la parola il sindaco di Terni ha parlato di perdono ma dalla folla si è alzata la voce di una donna che ha gridato “Ergastolo!”. “Ilaria – ha detto il primo cittadino – ha incontrato un diavolo, un uomo che non è degno di essere chiamato uomo”.

Presente anche la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni che ha detto proporrà agli organi dell’Ateneo “di intitolare i nuovi spazi di studio de La Sapienza, appena ristrutturati, alla memoria di Ilaria. Un modo per ricordarla e per non dimenticare l’ennesimo femminicidio”.

 

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