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Papa Francesco in Papua Nuova Guinea parla di armonia delle differenze” e del valore della donna

07/09/24 - 09:42

L’ “armonia delle differenze”, in un Paese che è un arcipelago con centinaia di isole, più di ottocento lingue, altrettanti gruppi etnici, e quindi ha “una straordinaria ricchezza culturale” che si unisce a quella di risorse naturali, è la sfida per i “valori dello spirito” in Papua Nuova Guinea. E le sue tante popolazioni possono dare “al mondo un segno di fraternità” se, consapevoli della “grande responsabilità” che deriva da questa ricchezza, si impegnano a “dar vita a uno sviluppo sostenibile ed equo, che promuova il benessere di tutti, nessuno escluso”, e a fermare “le violenze tribali”, che oltre a causare molte vittime, “non permettono di vivere in pace e ostacolano lo sviluppo”.

Questo il messaggio riportato da Vatican News che il Pontefice ha indirizzato alle autorità della Papua Nuova Guinea nel suo discorso nel Leaders Foyer dell’Apec House, il più grande centro congressi di Port Moresby, davanti a circa 300 tra leader politici, religiosi, ambasciatori, imprenditori, rappresentanti della società civile e della cultura.

Alle 9.48 ora locale, (le 1.48 in Italia) il Papa viene accolto dal governatore all’ingresso principale della Government House, edificio ottocentesco che i colonizzatori britannici hanno realizzato sullo stile delle fattorie del Queensland australiano, dove subito firma il Libro d’Onore. “Lieto di poter incontrare il popolo di Papua Nuova Guinea – scrive nel libro – auspico che esso trovi sempre nella preghiera luce e forza per camminare unito sulla via della giustizia e della pace.” Insieme raggiungono la Ceremony Hall per la foto ufficiale, l’incontro privato, e al termine, lo scambio dei doni. Francesco dona al governatore la medaglia del viaggio, che sul rovescio riproduce al centro la Madonna in piedi col Bambino, circondata dai simboli dei Paesi visitati, per la Papua Nuova Guinea l’uccello del paradiso. E riceve dal suo ospite una riproduzione su tela dello stesso uccello del paradiso, il simbolo del Paese, che compare anche sulla bandiera nazionale. Il governatore, eletto nel febbraio 2017, presenta al Pontefice la moglie Hanna e i quattro figli.

Dopo il trasferimento all’Apec House, è sempre il governatore generale ad accogliere Papa Francesco all’ingresso principale dell’edificio e  prima di entrare il Papa riceve in dono una riproduzione in legno della classica imbarcazione usata dai nativi e assiste ad una danza tradizionale di accoglienza, nei coloratissimi e piumati costumi locali, offerta dai membri della tribù Motu Koitabu, della provincia di Port Moresby.

Il Governatore sottolinea di apprezzare l’impegno del Papa e della Santa Sede sui temi umanitari universali come la pace, i diritti umani, le questioni di genere, il cambiamento climatico, la salute e l’educazione. E si sofferma sul rispetto dei diritti di donne, bambini, anziani e vulnerabili, prima di concludere con la richiesta di proseguire l’impegno per la lotta contro le cause del cambiamento climatico, perché “l’innalzamento del livello del mare sta incidendo sul sostentamento della nostra gente nelle isole remote della Papua Nuova Guinea e nel Pacifico”.

Papa Francesco apre il suo discorso ricordando la straordinaria ricchezza culturale e ambientale della Papua Nuova Guinea, e sottolinea che le grandi risorse della terra e delle acque, “sono destinati da Dio all’intera collettività”. Per cui, anche se per il loro sfruttamento “è necessario coinvolgere più vaste competenze e grandi imprese internazionali”, è giusto che “nella distribuzione dei proventi e nell’impiego della mano d’opera” si guardi alle “esigenze delle popolazioni locali, in modo da produrre un effettivo miglioramento delle loro condizioni di vita.

Riferendosi al discorso del governatore e al suo riferimento al ruolo delle donne, Francesco ha aggiunto: “Non dimentichiamo che sono loro a portare avanti un Paese. Le donne hanno la capacità di dare vita, sono al primo posto dello sviluppo umano”.

Il Papa ricorda poi di essere venuto per “incoraggiare i fedeli cattolici a proseguire il loro cammino” e confermarli nella fede. Ma anche a gioire con loro “per i progressi che vanno facendo e a condividere le loro difficoltà”.

Al termine, alle 11 ora locale Papa Francesco si ferma a salutare alcuni bambini e rappresentanti dei popoli nativi, in costume tradizionale, presenti in sala, e anche tutti i membri dell’orchestra, regalando caramelle ai più piccoli.

 

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